\ News Business to Business \ 27 Luglio 2005 (62/1007)

 

TURCHIA: ITALIA PRINCIPALE FORNITORE DI TESSUTI E FILATI PREGIATI
Il settore abbigliamento è da ritenersi strategico per la Turchia e rappresenta la prima voce dell’ export nazionale. La crescente attenzione dell’ industria locale alla qualità del prodotto finito ha aumentato la domanda di tessuti e filati pregiati.

L’ Italia gioca un ruolo fondamentale, essendo il primo fornitore di tessuti e filati in Turchia oltre che uno dei più importanti clienti.

Nel 2004 l’ Italia ha esportato per un valore di circa 500 milioni di dollari (sopratutto tessuti di lana e fibre artificiali) e ha importato per un valore di poco inferiore, a dimostrazione delle complementarietà tra i due Paesi.

Data la sviluppata industria locale dell’ abbigliamento, le importazioni sono maggiormente incentrate su varie griffe internazionali, tra cui quelle delIe principali imprese italiane.

Nel 2004, nel comparto dell’ abbigliamento, la Turchia ha importato un totale di circa 580 milioni di dollari, che rappresentano lo 0,6% delle importazioni turche totali che, nel 2004, hanno raggiunto i 97 miliardi di dollari.

Nel settore dell’ abbigliamento l’ Italia detiene una quota del 10,5% sul totale con 60,4 milioni di dollari, preceduta dalla Cina con 90 milioni di dollari ed una quota del 15,5% ( a tal proposito il Sottosegretariato al Commercio Estero ha emesso, lo scorso 9 gennaio, una direttiva relativa alla imposizione di quote restrittive sui prodotti tessili provenienti dalla Cina per cui la loro importazione è ora sottoposta a una preventiva licenza all’ importazioe emessa dall’Associazione turca dei produttori di abbigliamento).

Seguono la Spagna con 30,6 milioni di dollari e una quota del 5% , la Germania con 22,5 milioni di dollari e una quota del 4%, la Francia con 15 milioni di dollari e una quota del 2,5% e la Gran Bretagna con 13 milioni di dollari e una quota del 2,3 %.

Analizzando i dati del 2003 (ultimi dati disponibili per l’ analisi in dettaglio del settore) , la categoria più importante nel comparto dell’ abbigliamento è quella delle confezioni di abbigliamento in tessuto (capitolo 62 del codice di nomenclatura combinata) con 230 milioni di dollari, seguita dalle confezioni in maglia (capitolo 61, con 140 milioni di dollari) ed altre confezioni (capitolo 63 ) con 40 milioni di dollari.

Sempre nello stesso comparto la Turchia ha esportato per un totale di circa 8 miliardi di dollari, che rappresenta il 12% del totale delle esportazioni turche.

Il principale paese di sbocco dell’ export turco di abbigliamento si conferma la Germania con 2,7 miliardi di dollari (quota del 32,5%), seguita da Gran Bretagna con 1,4 miliardi di dollari (quota del 17%), Stati Uniti con 1,1 miliardi di dollari (quota del 14%), Francia con 680 milioni (quota dell’ 8 %), Paesi Bassi con 570 milioni di dollari (quota del 7%), Italia con 325 milioni di dollari (quota del 4%), e Spagna con 300 milioni con il 3,5% di quota di mercato.

L’ esportazione nel 2003 è stata maggiormente incentrata sui prodotti di abbigliamento a maglia (capitolo 61; T-Shirts, pullover, maglioni etc) con 5,7 miliardi di dollari, subito seguiti da abbigliamento in tessuto ( capitolo 62; pantaloni in tessuto, pantaloni denim e camicie) con 3,7 miliardi di dollari, ed altre confezioni (capitolo 63 ) con 1,6 miliardi di dollari.

Alcuni tra i principali produttori turchi di abbigliamento sono: Damat Tween (abbigliamento casual ed elegante uomo), Network Altinyildiz (Abbigliamento casual ed elegante uomo donna), Vakko (abbigliamento casual ed elegante uomo donna), Mavi Jeans (pantaloni denim ), Sarar (abbigliamento elegante uomo ) e Mudo (abbigliamento casual uomo e donna).

Da segnalare il costante aumento della qualità delle produzioni locali e la creazione di marchi propri con i quali i produttori locali tendono ad inserirsi nella fascia qualitativa medio/alta dei principali mercati europei ed americani.
CANALI DISTRIBUTIVI: La distribuzione e la vendita in Turchia dei beni di consumo di importazione può avvenire tramite importatori che provvedono direttamente alla vendita, oppure tramite importatori-grossisti che curano anche la distribuzione tramite una loro rete diretta.
Tuttavia, tutte le forme di distribuzione e vendita sono ipotizzabili. Il franchising è presente in Turchia soprattutto nel settore abbigliamento e nella ristorazione.

Molte catene nel settore dell’ abbigliamento sono entrate in Turchia, principalmente via franchising (Stefanel, Benetton, LCW-Waikiki, Zara, Tommy Hilfiger, Lacoste, Cacharel). I Mall di stile occidentale sono sempre più diffusi nelle principali città, dove i consumatori sono più consapevoli delle tendenze internazionali, dispongono di redditi più elevati della media e hanno mezzi di trasporto per raggiungere direttamente i grandi magazzini e i centri commerciali, situati solitamente nelle periferie cittadine.

I vari canali distributivi per i prodotti di abbigliamento sono: rivenditori all’ ingrosso, seguiti dalle catene della grande distribuzione, negozi di lusso (dove vengono venduti i principali marchi internazionali di abbigliamento), negozi monomarca (Stefanel, Benetton, Zegna, ecc. ).

Alcuni dei marchi italiani presenti direttamente in Tuchia sono: Gucci, Armani, Stefanel, Benetton, Diesel, Paul & Shark, Max Mara e Ermenegildo Zegna.

FONTE: ICE - ROMA, 26 LUGLIO 2005

 

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